LA STORIA DEL CLUB

L’idea, forse meglio la necessità, di quell’Associazionismo che affonda le sue radici nell’idealismo, nell’altruismo e nella amicizia, ha trovato aderenti anche in quella vasta zona della Provincia di Rovigo, comunemente chiamata «Alto Polesine».
Un gruppetto di uomini disponibili ad operare e a dare, nell’ormai lontano 1972, costituì un Lions Club nel Distretto 108 T Italy, che territorialmente allora comprendeva il Veneto, l’Emilia e la Provincia di La Spezia.
Già nell’autunno del 1971, il Dott. Vittorio Tirapani, Vice Governatore di una delle circoscrizioni emiliane, aveva illustrato, ad un ristretto Comitato promotore, le finalità del Lionismo e dato le prime necessarie istruzioni sulla scelta dei soci, del territorio e della denominazione del Club.
Il primo incontro di tutti i Soci fondatori ebbe luogo presso il Ristorante «Dorino», alla presenza dei Vice Governatori Distrettuali Dott. Tirapani e Prof. Agazia, del Delegato di Zona Avv. Venturoli, oltre al Prof. Rio e all’Avv. Anselmi, al Dottor Marchi e all’Avv. Marangoni, rispettivamente Presidenti e Segretari dei Clubs Sponsor di Ferrara e Rovigo.
Fu proprio in quella occasione che fra le congratulazioni e gli auguri nacque il Club con la nomina del primo Presidente e del primo Consiglio Direttivo.

SANTA MARIA MADDALENA

Il 23 Maggio 1972 con una indimenticabile cerimonia, presenti numerosi Presidenti di Clubs, i più autorevoli Officers Distrettuali ed una larga partecipazione di Lions, il Governatore, Gen. Antonio Nani, consegnò la “Charter”. Sulla base degli esempi dei Clubs di già provata esperienza, il Santa Maria Maddalena-Alto Polesine, si inseriva nell’ambiente lionistico, intensificando di anno in anno la sua attività di servizio. Nel 1975, quando il Distretto 108 T, con circa 80 Clubs, in un territorio troppo esteso, presentava notevoli difficoltà di gestione, si rese indispensabile la separazione del Veneto dall’Emilia, e i Soci del Club di S. Maria Maddalena-Alto Polesine, in maggior parte residenti nel Veneto, si unirono ai Clubs emiliani per facilitare la costituzione del Distretto 108 Tb. Se dieci anni non sono molti a determinare la fisionomia di un Club, sono stati indubbiamente sufficienti a realizzare due dei canoni fondamentali del lionismo: l’amicizia e l’altruismo.

Uno dei segni più evidenti di autentica amicizia che unisce i Soci col desiderio di incontrarsi e partecipare alla vita di Club, lo si riscontra nell’alta percentuale di presenza nei Meetings (circa il 75%), percentuale, che se è già alta di per se, diventa elevatissima se si considera che i Soci risiedono in diversi comuni del vasto territorio, alcuni fino a 45 Km. dalla sede delle riunioni, distanza non troppo agevole specialmente durante il periodo delle fitte nebbie. I segni dell’altruismo si possono riconoscere nella presenza del Club, non solo in tutti i Services di Zona, di Circoscrizione e del Distretto, ma anche nei Services di Club, alcuni dei quali hanno richiesto un notevole impegno di mezzi e di volontà per la loro attuazione. Partendo da questi presupposti, il Club è riuscito, con la fattiva partecipazione dei Soci, a fornire prove tangibili di sensibilità ai problemi che affliggono la società moderna, col proposito di consolidare le posizioni raggiunte e di proiettarsi nella ricerca di un Lionismo più vivo per far si che l’amore fra gli uomini diventi una realtà

RIFERIMENTI DEL CLUB